domenica 19 luglio 2009

Double trouble

"Non trovi che la storia ci stia sfuggendo di mano?"
"quale storia?"
"Non lo sai?"
"Se lo sapessi perchè te l'avrei chiesto?"
"Per irritarmi?"
"Non ti viene il dubbio che sia reciproco?"
"cosa?"
"Non lo sai?"
"Non faresti prima a rispondermi?"
"Perchè non provi a darti delle risposte da solo?"
"Fanculo"
"Tu"

sabato 18 luglio 2009

Conferenza stampa

"Un autore scrive un libro. Comincia con un canovaccio, ci lavora sopra, cura i dettagli, caratterizza i personaggi... il tutto con una cura maniacale. Il libro arriva in libreria e non si vende... Altre volte uno scrittore viene pervaso dal fuoco sacro, inizia, non si ferma un attimo, continua a scrivere anche mentre dorme, non rilegge nemmeno i suoi scritti, li pubblica e tutti si mettono in coda per acquistare il libro. Noi abbiamo scritto un capolavoro, le transenne erano già pronte per contenere le folle... non ne abbiamo venduto una copia. Non c'è una spiegazione che regga?.... No, una spiegazione c'è, il complotto. Nixon ha preso dei soldi da Howard Hughes... il libro che conteneva i particolari di questa storia è stato bruciato sulle pubbliche piazze. La Trilogia non raggiunge nemmeno questa prima e unica tappa, viene fatto sparire ancora prima...
Abbiamo convocato questa conferenza stampa per comunicarvi che abbiamo dato incarico ad una nota agenzia di investigazioni di individuare i responsabili e che non saremo certo teneri con loro."

"Mi scusi, può dirci chi conduce le indagini?
"Philip Marlowe, immagino che ne abbiate sentito parlare..."
"Uno pseudonimo?"
"Niente affatto!"

Vivian e Carne...

"L'ho appena toccato!"
"La devi smettere!"
"Mi vieni a dire che devo ricominciare... per sei anni sono stato in galera... non mi lasci nemmeno il tempo di riprendermi... vorrai mica che sia contento!"
"Ti capisco ma non era il caso di rompergli il naso"
"Ci stava spiando"
"Tu stavi gridando e lui stava ascoltando"
"Non doveva"
"Nemmeno se sta indagando?"
"Su cosa?"
"Su chi, vorrai dire"
"Su chi?"
"Su di te"
"E perchè?"
"Vuol sapere chi sei"
"E lo ha già scoperto?"
"Non ancora"
"Chi vuole sapere delle cose su di me?"
"Gli autori"
"E non lo sanno?"
"Suppongo di no"
"Non ci posso credere, stanno scrivendo senza un canovaccio!"
"Forse loro non sono gli autori..."
"E chi allora?"
"Dobbiamo scoprirlo"
"Tu almeno sai chi sono io?"
"Non del tutto"

Marlowe continuava a fare finta di essere svenuto e ascoltava con attenzione.
"Cosa c'entra Vivian? E da quando va avanti questa storia con Carne?"

E Dio disse:

"Carne, sei nella merda"

Up where we belong

Quella mattina (mattina sulla Terra, beninteso, perchè lì dove ci si trovava, sempre ammesso che si potesse parlare di un dove, il tempo non esisteva) in Paradiso c'era poco traffico. Ormai sulla Terra erano tutti dei fottuti cazzoni che si inculavano a vicenda, quindi lì non arrivava quasi più nessuno. L'ultima era stata una certa Maria Teresa Calcutta, o Madre Teresa Costagiutta... boh... Dio non si ricordava neanche più come si chiamava quella vecchietta albanese. Che poi, se era albanese, che cazzo c'entrava con Calcutta? Comunque Dio girava per gli uffici senza avere un granchè da fare. A Lydden Hill erano quasi le dieci di mattina, e Dio aveva già fatto due pause caffè, un giretto in internet, poi era sceso al bar a comprare le sigarette e si era fermato a parlare con Pietro per una buona mezz'ora. Il telefono non suonava, non arrivava nessuno. Teresa D'Avila, la sua segretaria, aveva chiesto una mezza giornata di permesso ma avrebbe potuto anche starsene a casa tutta la settimana senza creare problemi. Nel Cosmo tutto girava a meraviglia, a parte quel cesso di pianeta. L'amministrazione sulla Terra, dai costi esagerati, era divetata insostenibile per l'Amministrazione Celeste. Dio aveva dovuto lasciare a casa oltre 60 milioni di cherubini che adesso erano precari nel Limbo e lavoravano gratis nei call center per smistare tutte le richieste di abbonamento ai Benefit Paradisiaci. La Terra era stata data in appalto a dei privati. La società si chiamava Inferno Srl, di un tal Lucifero, una terribile testa di cazzo che faceva solo i suoi interessi, e che avrebbbe dovuto ridurre i costi di gestione della Terra del 32% in soli 2 milioni di annni. Invece cosa aveva fatto? Aveva fatto il padrone, anzichè l'amministratore, e aveva riempito la Terra di uomini del suo partito che mangiavano a dismisura.
Dio cominciava a pensare che era necessario un ribaltone, come lo chiamavano i cazzoni laggiù. Allora cominciò a dare un'occhiata alle gerarchie, per individuare un possibile leader a cui affidare i finanziamenti per una rivoluzione.
Logicamente, come criterio di scelta, si servì dell'ontologia. Era una cosa antipatica, per lui che vedeva le cose dall'alto, ma tra tutti i criteri inventati da quei cazzoni, gli sembrava il più coerente con i suoi principi. Gli altri criteri (quello delle gerarchie sociali che si erano instaurate, o quello del Q.I. erano proprio delle puttanate degne di pianetucoli come Shit o per la costellazione di Deneb, dove gli abitanti avevano corpo e anima, ma non avevano spirito) Restava anche il criterio dellla Forza Bruta. Mettere a capo della Terra quello che avrebbbe menato tutti gli altri. Ci aveva già provato con Schwarzenegger in California, ma non aveva funzionato.
Insomma, dopo un po' di considerazioni, guardò i Tabulati Ontologici. C'erano almeno un migliaio di religioni che prevedevano diversi piani ontologici, tutti uno sopra l'altro, in buon ordine... ma i religiosi in genere erano gente poco affidabile: si convincevano di essere suoi portavoce e poi facevano le peggiori cazzate: conquistavano nazioni, si facevano saltare in aria con la dinamite, facevano eleggere i direttori degli ospedali e delle banche, bruciavano le donne, inchiappettavano i bambini, obbligavano gente ad agonizzare per anni...
No, meglio lasciar perdere le religioni. C'erano anche molte teorie filosofiche, un'altra mania dei cazzoni. Ma non c'era un solo filosofo che sapesse piantare un chiodo, cambiare una gomma, o fare sesso in modo decente, quindi per i filosofi alcuni piani ontologici non erano realmente disponibili. Tra l'altro vide che tra i filosofi c'era parecchia gente che remava contro.
Dio restò colpito da un piccolo romanzo scritto da alcuni cazzoni in un blog. Nessun'altra cosa sulla terra aveva così tanti piani ontologici, e tutti intersecati tra di loro. Nel tabulato, la vicenda di Carne di Culo appariva come un meraviglioso gomitolo di frattali ingarbugliati in cinque o sei dimensioni. Il tutto era molto diverso dalla banale tridimensionalità della Terra.
"... ma guarda questi..." mormorò
Chiamò Sant'Agostino, sicuramente il più adatto a fornire indicazioni, ma dopo un po' anche il cartaginese gettò la spugna. Scartato il piano ontologico della vicenda, che era ovviamente falso come tutta la realtà delle cose tangibili, c'era il piano ontologico dei due vecchi, che sembravano collocarsi "sopra" i fatti in corso. Ma poi c'era il piano del Mondo di Sopra e del Mondo di Sotto: una realtà che sembrava essere ontologicamente superiore anche ai due vecchi, i quali però erano usciti avvantaggiati da tutti i sovvertimenti esoterici dei due Mondi. In quel caso avrebbe dovuto interloquire con Winnie e Breviglieri, o forse direttamente con Seth, che lavorava nel palazzo a fianco. Ma ad un tratto sembrava che quelli della casa editrice del romanzo potessero addirittura vigilare sull'incolumità del Guardiano della Porta... Poi, salendo ancora più su (si fa per dire) c'era il piano ontologico degli autori. Sembrava tutto ok, come in altri romanzi, ma qui succedeva poi che gli autori te li ritrovavi nel piano più basso, vittime anch'essi della vicenda, e addirittura, forse, in balìa degli eventi. Si convinse che gli autori non erano gli autori.
C'erano poi altri piani, come quello del Fondatore. Un geniale arrogante presuntuoso, che in tutta la storia si credeva un suo sostituto, ed era convinto che bastasse un fiat qualunque perche gli uomini si facessero il culo per milleni senza che lui dovesse più preoccuparsi di niente. L'aveva pensato anche un certo Agnelli, e invero per un po' gli era andata bene. Ma quel Fondatore era un po' troppo latitante. Agnelli almeno andava in ufficio.
Alla fine fu Sant'Anselmo a dargli un'idea decente. Disse che la sua famosa prova* poteva essere applicata anche alla vicenda in oggetto, e che secondo lui, alla fin fine,in quel grande garbuglio, quello di cui non si poteva pensare il maggiore, era Carne stesso.
Quantunque a Dio quella prova non fosse mai piaciuta un granché, (poiché necessitava di una sua mentalizzazione, mentre lui avrebbe preferito che la gente gli volesse bene e basta, senza stare a perder tempo sulle prove) decise di provare ad assecondare quel bizzarro santo valdostano che puzzava di grolla e di fontina.
"E sia" disse.
In quel momento la Forza Astrale Superiore venne convogliata tutta nel diaframma di Carne. Da lì si espanse in tutto il suo corpo risanandolo di ogni ferita, di ogni nefandezza e di ogni turpitudine. Carne divenne l'uomo più potente del mondo. L'unica condizione avversa (ma necessaria per l'applicazione delle teorie di Sant'Anselmo, che altroimenti sarebbero diventate tautologie) era che non avrebbe dovuto esserne consapevole.




*LA PROVA ONTOLOGICA DI SANT'ANSELMO DA AOSTA
È un'argomentazione dell'esistenza di Dio che parte dalla nozione stessa di Dio, nel famoso enunciato: Dio è ciò di cui non si può pensare il maggiore. In latino: Id quod magis cogitare non potest (d'ora in poi IQM). È stata definita in età contemporanea, con un anacronismo, "argomento ontologico". Questa argomentazione si trova nel secondo libro del "Proslogion" di Anselmo. Il ragionamento di Anselmo si può dividere in due parti. La prima è un'istanza logica riguardo alla nozione di IQM, da cui segue l'esistenza necessaria dell'IQM stesso; la seconda, invece, è un'istanza teologica, che identifica l'IQM con il Dio cristiano.

Anselmo dice che quando l'ateo dice che Dio non esiste, con il termine Dio intende "ciò di cui non si può pensare il maggiore", ovvero l'IQM. Tuttavia, per negarne l'esistenza, l'"insipiens" (ovvero il non credente) deve avere almeno nell'intelletto la nozione di IQM. Ma l'IQM non può esistere solo nell'intelletto, perché altrimenti sarebbe possibile qualcosa di "più grande" dell'IQM, ovvero questo stesso IQM dotato di esistenza reale, contraddicendone la definizione di partenza. In definitiva, se l'IQM esistesse solo nella mente e non nella realtà, non sarebbe l'IQM e quindi ci staremmo contraddicendo. Da questo segue che l'IQM esiste necessariamente.

(da Wikipedia)

Nella casa editrice

"Non dovevo andarmene in vacanza! Quei due hanno deciso di farci fallire, a loro l'edizione rilegata della Trilogia non ha insegnato niente! Mi hanno chiesto se ero scemo quando ne ho fatto stampare solo 3000 copie... Il Codice da Vinci a noi ci fa una sega, dicevano... e ora non solo hanno dato il via ad una nuova storia ma sono andati addirittura a seguirla in diretta, hanno deciso di fare i cronisti lasciando liberi i personaggi di fare quello che vogliono, di andare e venire a loro piacimento sulla scia di altre storie... hanno addirittura assoldato un investigatore privato per cercare di capire quello che hanno scritto finora..." disse a voce alta Quattro, in modo che lo potessero sentire tutti.
In realtà Quattro, pur nelle vesti di direttore editoriale, non poteva fare niente per bloccarli, per limitare i danni poteva solo avvertire il consiglio di amministrazione, spostare il problema su Uno, Due e Tre. Ci avrebbero pensato loro a proteggere il Guardiano della Porta. Più di una volta era riuscito a evitare che la sua identità fosse svelata... per questo era riuscito a boicottare la Trilogia, a stamparne poche copie, a zittire i critici anche quando stava per uscire Shitgeneration... ma questa volta quei due avevano superato ogni limite.
"Perchè non si decidono a scrivere dei libri per l'infanzia?" pensò sconsolato.

venerdì 17 luglio 2009

Marlowe non è più solo

I due autori ci misero poco più di mezz'ora a trovargli la macchina che voleva, una Pontiac Super Streamliner 8 Sedan, A quell'ora non c'erano traghetti in partenza da Dover quindi la strada sarebbe stata sgombra e da Greenwich ci sarebbero volute un paio d'ore per percorrere i 105 chilometri fino a a Lydden Hill.

Era alba fatta quando Marlowe arrivò nei pressi del circuito. Spense il motore e si guardò in giro. Come sempre, d'autunno a quell'ora, il silenzio regnava sulla campagna del Kent. Non gli rimaneva altro che aspettare che il primo pub aprisse per poi chiacchierare, per poi dire che doveva portare un auto da collezione al proprietario ma che non sapeva dove abitasse eccetera eccetera... così avrebbe cominciato a buttare qua e là delle domande.. Mentre stava pensando che questa era l'unica strada sentì delle voci provenire da una delle due ville vicine al centro del circuito... sembrava un litigio di una coppia... si avvicinò.

"Il problema non è attraversare quella porta, perchè potrebbe non esserci. La soluzione è attraversarla anche quando non c'è." disse la voce della donna.
"Vuoi dire che anche questa volta devo fare quello che vuoi?" disse la voce dell'uomo.
"Devi fare quello che devi, lo hai sempre fatto e lo farai anche questa volta" disse la donna.
"Mi hai davvero rotto i coglioni!"
"I tuoi modi non mi piacciono!" disse la donna.

"E lui ora risponderà: I tuoi non mi entusiasmano, e sei tu che ha voluto vedermi. Non m'importa se i miei modi non ti piacciono. In confidenza, non piacciono neanche a me: ci piango su spesso, specialmente durante le lunghe sere d'inverno." pensò Marlowe dopo avere riconosciuto la voce della donna.

"Scrivete un nuovo giallo per me, da cinquant'anni rivivo ogni giorno le stesse storie, comincio a non farcela più..." aveva chiesto lui.
"Tu fai delle cose, quello che vuoi, e poi noi scriviamo quello che hai fatto" avevano detto loro.
"Quindi quello che sta succedendo non è ancora stato scritto. Il futuro influenza il presente quanto il passato"

Stava riflettendo sulla frase di Nietzsche quando si accorse troppo tardi di un cazzotto che sembrava diretto al suo naso. Non riuscì a schivarlo e mentre cadeva sentì la voce dell'uomo:
"Perchè non ti fai i cazzi tuoi, guardone?"
e subito dopo la voce della donna:
"Potevi farne a meno, io sono qui per lui!"
"Vivian..." mormorò Philip, prima di svenire.

La faccenda si complica

Marlowe uscì da quella chiacchierata con la testa che stava per esplodere. Era certo di non essere un idiota, e non si poteva certo dire che avesse alle spalle dei casi irrisolti, eppure sentiva che stavolta era diverso. Certo i due spilungoni non erano all'altezza di Raymond, ma c'era di più.
Il domestico lo accompagnò alla porta, e Marlowe tentò l'ultima carta. Prese un paio di banconote da cinquanta sterline e tenendole tra le mani disse al domestico:
"Potrei fare qualche domanda anche a lei, signor..."
"Justin" disse il domestico
"Ok Justin, ho intuito che sei un uomo di mondo..." disse Marlowe allungando un po' le banconote.
"Di mondo, signore, certo. Sono un uomo di mondo" rispose Justin senza capire che cazzo volesse dire quell'americano.
"Beh, che mi dici della vecchia, Justin?" chiese Marlowe porgendogli le banconote
Justin fu fulmineo. Afferrò le banconote e rispose:
"Una datrice di lavoro perfetta. Grazie, buonasera signore"
Marlowe si trovò fuori dal portone senza neanche accorgersene. Il compenso dei suoi primi giorni di lavoro se n'era andato. Era senza un soldo, in giro per le vie di Londra.
Nella sua testa si affastellavano isole di merda che emergono dal mare, salse che fanno bruciare il culo, divinità egiziane e antichi riti esoterici, gemelli diversi, uno astronuta e Colonnello della Confederazione, l'altro viveur e membro del jet set. Poi guadagni miliardari in borsa, circuiti automobilistici e antiche iscrizioni ... Di tutto quel fracasso nella testa di Marlowe rimaneva solo un cocktail con gli ingredienti sbagliati. Uscì da Londra e si diresse verso Lydden Hill.

A London view at sunset

Marlowe intanto procedeva a rilento per le vie di Londra. L'ufficio di Flack era in Southwark, e in quella fottuta città le strade erano un po' diverse da quelle di Los Angeles. Pensava che solo dei viziosi come gli europei potevano concepire spazi tanto irrazionali. Sul suo taccuino l'elenco dei nomi era molto lungo: Hinshelwood, Shalikan, Salajdarian, Wenkman, Fuller, De Culo... una lista smisurata per risolvere un enigma... Ma qual'era, veramente, l'enigma? Era sempre più convinto che i due vecchi fossero i veri responsabili della faccenda... Ma anche quei due sordidi individui che l'avevano ingaggiato... due spilungoni magri, dalle facce poco affidabili, specie quello coi baffi. "non vorrei che avessero un fottuto secondo fine" pensò.
Intanto aveva finalmente raggiunto Wifred Street. I finestroni di casa Hinshelwood erano tutti illuminati e c'era una Jaguar parcheggiata nel cortile. Nell'atrio, Marlowe notò qualcosa che gli procurò un deja-vù: una statua egiziana, raffigurante il dio Seth, occhieggiava nella penombra di una nicchia del loggiato. (cfr. Carnet, Chapter 16 - The Velvet Funnel).Questi viziosi europei forse sono anche dei maledetti pagani, dediti a stregonerie ed altre perversioni. Si sentiva fuori posto. Suonò. Arrivò un domestico.
"Mi chiamo Marlowe, vorrei sapere se Lady Cophetua Hinshelwood può ricevermi"
"A quale titolo, signore?"
"Le dica che porto notizie dallo Yorkshire" Non sapeva perchè aveva detto quella frase, ma sentiva che la parola "Yorkshire" era una specie di catalizzatore che scatenava sempre reazioni strane. Inoltre ci abitavano quei due ambigui vegliardi.
Il domestico ricomparve dopo alcuni minuti.
"Lady Hinshelwood la attende in biblioteca. Mi segua, prego"

The meeting

Logicamente, anche Carne era a Lydden Hill. Travestito da ubriacone (la qual cosa gli riusciva particolarmente bene), con barba finta e cappellaccio di Harrys Tweed, sembrava uno dei tanti vecchietti che bazzicano i pub di campagna tra Buckland e Womenswold.
Nel clamore generale, quasi nessuno fece caso a quella avvenente giovane signora con un grazioso tailleur verde che scendeva da una Fiat 1100.
Breviglieri (aspetto: Lauren Bacall - personaggio: Vivian Sternwood) lo riconobbe in un attimo e gli si avvicinò.
"Sono Breviglieri" sussurrò
"E io sono Rita Rita Hayworth" rispose Carne.
"Ho dovuto assumere queste sembianze per una missione" proseguì il commendatore.
Carne era incuriosito
"Ma... - disse guardando nella scollatura - quando uno assume una nuova identità, come per esempio in questo caso, la vecchia identità non c'è più, vero?"
"C'è negli intenti"
"Beh, ma gli intenti non fanno parte del sesso, no?"
"Cosa intendi dire?"
"Che potremmo passare la notte insieme"
"Non dire puttanate, ti ho detto che sono qui per una missione"
"Già, è vero, in missione non si tromba mai. Ne so qualcosa"
"Figliolo, lascia stare il trombare, per un attimo"
"Un attimo che dura da quasi mille pagine e quattro libri. Non le sembra un po' troppo, commendatore?"
"Chiamami Vivian, idiota"
"Che fai stasera, Vivian?"
"Sai cosa ti risponderei se fossi uno dei due vecchi?"