Breviglieri (aspetto: Lauren Bacall - personaggio: Vivian Sternwood) doveva scegliere la porta di uscita, la porta di ingresso nel nostro tempo per trovare Marlowe (per lei avrebbe fatto tutto e in quei tempi bui tutto era il minimo). Abbandonò subito le scelte di Knowth e di Cerveteri, troppo distanti dai luoghi dell'azione e preferì il tumulo di Lydden Hill, quello preferito da Peggy.
"Apriti!"
La roccia divenne una porta e si aprì. Uscì. C'era molta confusione, tutte le televisioni e tutti i quotidiani avevano i loro inviati, elicotteri andavano e venivano, molti curiosi... così nessuno notò la nuova arrivata.
venerdì 17 luglio 2009
L'indizio
Flack era completamente ubriaco. Marlowe sembrava un astemio dopo tre orzate.
"Possiamo continuare a bere per altri tre giorni ma di qui non me ne vado se non mi dici quello che voglio sapere di Carne"
"Carne?"
"Bevi ancora!"
"Non ce la faccio più, ho già vomitato tre volte..."
"Parlami di Carne"
"Ti posso dire una sola cosa, da me non caverai altro"
"Parla!"
"Uno non ci crede finchè ci crede"
"Grazie, ora riposati, io me ne vado"
"Finalmente un indizio!"
Marlowe non aveva mai creduto nel sovrannaturale ma ora, se aveva capito bene, cominciava ad avere dei dubbi.
"...terra nuda che si srotola in un’unica incredibile enorme massa... Jack Kerouac ne sapeva qualcosa altrimenti non avrebbe inteso il viaggio come esplorazione, come avventura e come esposizione a un indefinito dispiegamento del paesaggio, non solo davanti e indietro, a destra e a sinistra, ma anche - pensiero innovativo! - sotto e sopra... Ecco la chiave! Mondi separati, ma non per tutti!"
Aveva fatto finta di non essere ubriaco ma quest'ultima deduzione smentiva chiaramente le sue affermazioni.
"Possiamo continuare a bere per altri tre giorni ma di qui non me ne vado se non mi dici quello che voglio sapere di Carne"
"Carne?"
"Bevi ancora!"
"Non ce la faccio più, ho già vomitato tre volte..."
"Parlami di Carne"
"Ti posso dire una sola cosa, da me non caverai altro"
"Parla!"
"Uno non ci crede finchè ci crede"
"Grazie, ora riposati, io me ne vado"
"Finalmente un indizio!"
Marlowe non aveva mai creduto nel sovrannaturale ma ora, se aveva capito bene, cominciava ad avere dei dubbi.
"...terra nuda che si srotola in un’unica incredibile enorme massa... Jack Kerouac ne sapeva qualcosa altrimenti non avrebbe inteso il viaggio come esplorazione, come avventura e come esposizione a un indefinito dispiegamento del paesaggio, non solo davanti e indietro, a destra e a sinistra, ma anche - pensiero innovativo! - sotto e sopra... Ecco la chiave! Mondi separati, ma non per tutti!"
Aveva fatto finta di non essere ubriaco ma quest'ultima deduzione smentiva chiaramente le sue affermazioni.
Una nuova identità per uno dei Custodi
Varcato il Cunicolo Sensoriale (che non era altro che uno dei sette cunicoli per l'accesso alla Porta Ancestrale) entrò nella stanza delle trasformazioni. Per poter agire liberamente avrebbe avuto bisogno di una nuova identità. Pur essendo rigorosamente eterosessuale, vagheggiò per un attimo di assumere sembianti femminili.
"Fate scorrere le maschere neurali!" ordinò l'inserviente.
In qualità di Custode Sud Orientale della Porta Ancestrale dell'Isola di Sealand, per l'eredità spirituale conferitagli da SalÇh al-D¥n ibn Ayyhb , fondatore della dinastia ayyubide in Egitto, messosi in luce al servizio di Nor al-D¥n ibn Zank¥, Breviglieri aveva un potere pressochè assoluto, pari soltanto a quello di Winnie. (cfr. Carnet, 146)
"Solo quelle femminili" disse Breviglieri
"Molto astuto" disse l'inserviente.
Cominciarono a passare come in un défilé, decine di ologrammi di corpi femminili deambulanti, tutti cloni di donne vissute realmente in epoche passate. Breviglieri osservava attento.
Ad un certo punto irruppe sulla scena un ologramma molto elegante: si trattava di una bella donna sui trent'anni, con capelli rosso tiziano lasciati cadere sulle spalle, un grazioso tailleur verde scuro, un paio di labbra perfette e lo sguardo ammaliante.
"Lauren Bacall?" chiese Breviglieri
"Esatto, Eccellenza"
"Andrà benissimo"
"Fate scorrere le maschere neurali!" ordinò l'inserviente.
In qualità di Custode Sud Orientale della Porta Ancestrale dell'Isola di Sealand, per l'eredità spirituale conferitagli da SalÇh al-D¥n ibn Ayyhb , fondatore della dinastia ayyubide in Egitto, messosi in luce al servizio di Nor al-D¥n ibn Zank¥, Breviglieri aveva un potere pressochè assoluto, pari soltanto a quello di Winnie. (cfr. Carnet, 146)
"Solo quelle femminili" disse Breviglieri
"Molto astuto" disse l'inserviente.
Cominciarono a passare come in un défilé, decine di ologrammi di corpi femminili deambulanti, tutti cloni di donne vissute realmente in epoche passate. Breviglieri osservava attento.
Ad un certo punto irruppe sulla scena un ologramma molto elegante: si trattava di una bella donna sui trent'anni, con capelli rosso tiziano lasciati cadere sulle spalle, un grazioso tailleur verde scuro, un paio di labbra perfette e lo sguardo ammaliante.
"Lauren Bacall?" chiese Breviglieri
"Esatto, Eccellenza"
"Andrà benissimo"
It's okay with me
"Le va un Talisker?" chiese Flack, prima di una nuova domanda.
"Anche due, non ho problemi"
"Può attendere un attimo, vado a prendere dell'acqua ghiacciata"
"Ne potremmo fare a meno, io lo preferisco liscio"
"Si fidi, vedrà come va bevuto per gustarlo davvero, le piacerà"
"C'è un tizio, ha lasciato intendere che lo avete mandato voi, fa delle domande su Carne..."
"Come ha fatto a trovarti? Secondo noi avrebbe dovuto cercare Breviglieri... "
"Ma ormai è qui, cosa devo fare?"
"Tira fuori tutte le bottiglie che hai, è uno che beve"
"E poi trova qualcuno che gli dia un sacco di botte" aggiunse Colui.
"Ci sentiamo dopo."
"Il Talisker va bene per cominciare, poi ho da farle assaggiare un Caol Ila, un single malt di Islay, straordinario" propose Flack senza dire che si trattava di un full proof con il sessantatre per cento di alcool.
"It's okay with me. Non ho fretta." In fin dei conti quell'indagine era solo all'inizio.
"Anche due, non ho problemi"
"Può attendere un attimo, vado a prendere dell'acqua ghiacciata"
"Ne potremmo fare a meno, io lo preferisco liscio"
"Si fidi, vedrà come va bevuto per gustarlo davvero, le piacerà"
"C'è un tizio, ha lasciato intendere che lo avete mandato voi, fa delle domande su Carne..."
"Come ha fatto a trovarti? Secondo noi avrebbe dovuto cercare Breviglieri... "
"Ma ormai è qui, cosa devo fare?"
"Tira fuori tutte le bottiglie che hai, è uno che beve"
"E poi trova qualcuno che gli dia un sacco di botte" aggiunse Colui.
"Ci sentiamo dopo."
"Il Talisker va bene per cominciare, poi ho da farle assaggiare un Caol Ila, un single malt di Islay, straordinario" propose Flack senza dire che si trattava di un full proof con il sessantatre per cento di alcool.
"It's okay with me. Non ho fretta." In fin dei conti quell'indagine era solo all'inizio.
I dubbi di Marlowe
"No, pupa, prima di andare annunciami al tuo capo" disse Marlowe entrando nell'ufficio
"Chi devo dire?"
"Un amico dallo Yorkshire"
"Non ho amici, nello Yorkshire" urlò Flack dall'altra stanza, avvicinandosi.
"Allora forse gliene serve uno... Mi chiamo Marlowe"
"Che mi prenda un colpo, lei è il sosia sputato di Humphrey Bogart!"
"E lei assomiglia vagamente a Clint Eastwood"
"... e per di più si chiama Marlowe!"
"Esatto. E vorrei farle un paio di domande, se non la disturbo"
"Non mi dica che fa l'investigatore privato"
"Se vuole non glielo dico"
"Cosa vuol sapere?"
"Lei risulta essere un amico del signor Carne Di Culo. E' Esatto?"
"Almeno quanto lei è amico di Terry Lennox nel Lungo addio"
"Capisco" disse Marlowe
"Ne sono lieto. C'è altro?"
"Lei e Mister Di Culo, avete interessi in comune?"
"Chi la paga, signor Marlowe?"
"Conosce quel detto sui peccati e sui peccatori?"
"No, ma vedo che anche lei ha il viziaccio di rispondere ad una domanda con un'altra domanda"
A Marlowe venne un dubbio.
"Chi devo dire?"
"Un amico dallo Yorkshire"
"Non ho amici, nello Yorkshire" urlò Flack dall'altra stanza, avvicinandosi.
"Allora forse gliene serve uno... Mi chiamo Marlowe"
"Che mi prenda un colpo, lei è il sosia sputato di Humphrey Bogart!"
"E lei assomiglia vagamente a Clint Eastwood"
"... e per di più si chiama Marlowe!"
"Esatto. E vorrei farle un paio di domande, se non la disturbo"
"Non mi dica che fa l'investigatore privato"
"Se vuole non glielo dico"
"Cosa vuol sapere?"
"Lei risulta essere un amico del signor Carne Di Culo. E' Esatto?"
"Almeno quanto lei è amico di Terry Lennox nel Lungo addio"
"Capisco" disse Marlowe
"Ne sono lieto. C'è altro?"
"Lei e Mister Di Culo, avete interessi in comune?"
"Chi la paga, signor Marlowe?"
"Conosce quel detto sui peccati e sui peccatori?"
"No, ma vedo che anche lei ha il viziaccio di rispondere ad una domanda con un'altra domanda"
A Marlowe venne un dubbio.
Un progetto criminale
"Sono Isa, è stato qui un tizio..."
"Lo sappiamo..."
"Era convinto che tu fossi il padre..."
"Glielo abbiamo fatto credere noi!"
"Credevo gli aveste detto tutta la verità e io stavo per confermare quando sono entrati due brutti ceffi che gli hanno dato un sacco di botte..."
"Lo sappiamo, li abbiamo mandati noi... tu stavi per spifferare tutto!"
"Sono una donna... lui un bel ragazzo... me ne sarebbe stato grato..."
"Non cambierai mai!"
"Lo spero"
"Tutto qui?"
"No, lui sembra molto astuto... presto troverà il collegamento con Breviglieri..."
"Breviglieri gli dirà che Carne è tuo figlio... è il testimone che ci serve!"
"Sì un testimone telefonico, il massimo della credibilità, dobbiamo sbarazzarcene prima che si incontrino!"
"di Breviglieri? Uno dei nostri?"
"No. Dobbiamo eliminare questo ficcanaso!"
"Lo sappiamo..."
"Era convinto che tu fossi il padre..."
"Glielo abbiamo fatto credere noi!"
"Credevo gli aveste detto tutta la verità e io stavo per confermare quando sono entrati due brutti ceffi che gli hanno dato un sacco di botte..."
"Lo sappiamo, li abbiamo mandati noi... tu stavi per spifferare tutto!"
"Sono una donna... lui un bel ragazzo... me ne sarebbe stato grato..."
"Non cambierai mai!"
"Lo spero"
"Tutto qui?"
"No, lui sembra molto astuto... presto troverà il collegamento con Breviglieri..."
"Breviglieri gli dirà che Carne è tuo figlio... è il testimone che ci serve!"
"Sì un testimone telefonico, il massimo della credibilità, dobbiamo sbarazzarcene prima che si incontrino!"
"di Breviglieri? Uno dei nostri?"
"No. Dobbiamo eliminare questo ficcanaso!"
Sono stato via alcuni giorni
"Sono stato via alcuni giorni - disse Flack entrando in ufficio - che è successo?"
la sua segretaria, Pomzie Tettona Swallow, masticando tre o quattro chewing-gum insieme, rispose distratta:
"Le Shitland continuano a salire"
"Come cazzo è possibile? Dovrò prendermi un paio d'ore per capire qualcosa della situazione"
Pomzie Tettona Swallow disse: "Prenoto una stanza al Big Roy motel, come al solito, o preferisci che lo facciamo sul pavimento?"
"No, grazie, Pommie. Intendevo dire che dovrò leggere queste carte. Vaffanculo, mai lasciare indietro del lavoro!"
"Allora io posso andare?"
la sua segretaria, Pomzie Tettona Swallow, masticando tre o quattro chewing-gum insieme, rispose distratta:
"Le Shitland continuano a salire"
"Come cazzo è possibile? Dovrò prendermi un paio d'ore per capire qualcosa della situazione"
Pomzie Tettona Swallow disse: "Prenoto una stanza al Big Roy motel, come al solito, o preferisci che lo facciamo sul pavimento?"
"No, grazie, Pommie. Intendevo dire che dovrò leggere queste carte. Vaffanculo, mai lasciare indietro del lavoro!"
"Allora io posso andare?"
giovedì 16 luglio 2009
Una pausa
"Sono sulla pista giusta... altrimenti non mi avrebbero menato come un tamburo!"
Dopo avere elaborato questa conclusione aprì gli occhi, anzi uno solo perchè l'altro era gonfio come un bignè senza crema. Giaceva su un mucchio d'immondizia, umida, puzzolente. Le costole gli facevano male come se qualcuno lo avesse preso a calci.
"Un po' di botte le ho sempre sopportate, Raymond lo sapeva e non se ne è mai approfittato ma questi due hanno esagerato!"
"Devo parlare con voi"
"Non puoi"
"Perchè"
"Devi aspettare"
"Cosa devo aspettare?"
"Che torni Klaus"
"Dove è andato?"
"Non lo so nemmeno io"
"E se manca Klaus questa storia non va avanti?"
"Può andare avanti ma senza troppi strappi"
"Per me andrebbe bene anche così"
"Con tutte le botte che hai preso?"
"Lo sai anche tu?"
"Sì, ho letto il pezzo che ha scritto Klaus"
"Sicuro che non lo avete scritto insieme?"
"Ti ho detto che è stato Klaus... gli ho persino detto di non esagerare, che un paio di calci nelle costole mentre eri svenuto non servivano... e lui mi ha risposto sarebbero serviti, al tuo risveglio, a ricordarti che 40 dollari al giorno te li devi guadagnare... forse, se non avessi insistito sul fatto che toccava a lui pagarti..."
Ero certo che Marlowe non mi avrebbe mai picchiato ma era meglio ribaltare quel rischio su Klaus. Pensai anche che una pausa facesse bene a tutti, soprattutto a Klaus.
Dopo avere elaborato questa conclusione aprì gli occhi, anzi uno solo perchè l'altro era gonfio come un bignè senza crema. Giaceva su un mucchio d'immondizia, umida, puzzolente. Le costole gli facevano male come se qualcuno lo avesse preso a calci.
"Un po' di botte le ho sempre sopportate, Raymond lo sapeva e non se ne è mai approfittato ma questi due hanno esagerato!"
"Devo parlare con voi"
"Non puoi"
"Perchè"
"Devi aspettare"
"Cosa devo aspettare?"
"Che torni Klaus"
"Dove è andato?"
"Non lo so nemmeno io"
"E se manca Klaus questa storia non va avanti?"
"Può andare avanti ma senza troppi strappi"
"Per me andrebbe bene anche così"
"Con tutte le botte che hai preso?"
"Lo sai anche tu?"
"Sì, ho letto il pezzo che ha scritto Klaus"
"Sicuro che non lo avete scritto insieme?"
"Ti ho detto che è stato Klaus... gli ho persino detto di non esagerare, che un paio di calci nelle costole mentre eri svenuto non servivano... e lui mi ha risposto sarebbero serviti, al tuo risveglio, a ricordarti che 40 dollari al giorno te li devi guadagnare... forse, se non avessi insistito sul fatto che toccava a lui pagarti..."
Ero certo che Marlowe non mi avrebbe mai picchiato ma era meglio ribaltare quel rischio su Klaus. Pensai anche che una pausa facesse bene a tutti, soprattutto a Klaus.
Marlowe a Parigi
Marlowe, prima di arrivare a Parigi, aveva consultato le carte in suo possesso. Vero o no che fosse, Marisa abitava in Rue Laforet, a Montparnasse. Viveva lì dal 1979. Prima stava a Viareggio. Dopo esser diventata madre Marisa aveva cominciato a bere, a uscire di sera, a frequentare locali notturni. Aveva scoperto che nei luoghi opportuni si può guadagnare senza fare un vero lavoro, anche se lo chiamano il lavoro più antico del mondo. Poi aveva fatto il grande passo. A Parigi, per girare dei film porno e per esibirsi Au Lapin Rouge. Le era andata bene. Adesso si faceva chiamare Isa di Culo, aveva circa dodici ragazze che lavoravano per lei, e un compagno egiziano, ex ballerino, ex mercenario, ex maestro di yoga, che ora si dedicava al sexy shop di Avenue Royale.
"La storia è molto complessa, con numerosi personaggi, ed a una prima lettura risulta quasi incomprensibile, anche perché per sceneggiarla hanno fuso due storie diverse, intensificandone l'intreccio senza un attimo di sosta, quasi una metafora del caos che regna nel mondo metropolitano odierno" pensò Philip ricordando la trama de Il Grande Sonno.
"Forse quei due non sono proprio dei dilettanti!"
Isa Di Culo era ancora una bellissima donna. Il vestito da sera di Worth la fasciava mettendo in risalto le sue forme mature. Il décolleté ancora fresco era sottolineato da due semplici giri di topazi chiari cabochon e ripresi da un pavé delle stesse pietre sui due bracciali a fascia, che portava con grandissima disinvoltura. Estrasse dalla borsetta filigranata di platino il bocchino di lacca cinese e una Balkan Sobranie verde acqua.
"Mi fa accendere, giovanotto?" disse allungando a Philip il Dupont vintage incrostato di zaffiri pallidi e madreperla.
"Lei mi ricorda qualcuno..."
"Io sono qui per farle una domanda"
"Lei è americano?"
"Oggi è una giornata splendida" disse subito Philip capendo l'antifona.
"Non capita spesso, in questa stagione..."
"Quanti figli ha avuto?"
"Lei è americano!"
"Non faccia come i due vecchi, mi risponda!"
"Come vuole lei, pensavo fosse una visita di cortesia..."
"Vuole rispondermi o sta prendendo tempo?"
"Le rispondo: nessuno."
"E Carne?"
"Bastardo!"
"Io?"
"No!"
"Carne?"
"Nemmeno, sto parlando di quel vecchio frocio!"
"Quale dei due?"
"Colui..."
"Il padre?"
"Macchè padre! Una gentildonna della alta società londinese, nubile, era andata a partorire una una villetta dello Yorkshire, lontano da sguardi indiscreti, e poi se ne era tornata a casa come se nulla fosse successo. Il bimbo era rimasto lì. Un bimbo solo a casa di due vecchi froci avrebbe dato nell'occhio così, un po' per denaro e un po' per pietà, accettai di divenirne a tutti gli effetti la madre..."
"E Carnet?"
"Quella è un'altra storia, molto più complicata, ma è ora che la verità venga a galla!"
Mentre Marlowe pregustava il successo due brutti ceffi si materializzarono davanti a lui e lo riempirono di botte.
"Di nuovo?" fu tutto quello che riuscì a pensare prima di svenire.
"La storia è molto complessa, con numerosi personaggi, ed a una prima lettura risulta quasi incomprensibile, anche perché per sceneggiarla hanno fuso due storie diverse, intensificandone l'intreccio senza un attimo di sosta, quasi una metafora del caos che regna nel mondo metropolitano odierno" pensò Philip ricordando la trama de Il Grande Sonno.
"Forse quei due non sono proprio dei dilettanti!"
Isa Di Culo era ancora una bellissima donna. Il vestito da sera di Worth la fasciava mettendo in risalto le sue forme mature. Il décolleté ancora fresco era sottolineato da due semplici giri di topazi chiari cabochon e ripresi da un pavé delle stesse pietre sui due bracciali a fascia, che portava con grandissima disinvoltura. Estrasse dalla borsetta filigranata di platino il bocchino di lacca cinese e una Balkan Sobranie verde acqua.
"Mi fa accendere, giovanotto?" disse allungando a Philip il Dupont vintage incrostato di zaffiri pallidi e madreperla.
"Lei mi ricorda qualcuno..."
"Io sono qui per farle una domanda"
"Lei è americano?"
"Oggi è una giornata splendida" disse subito Philip capendo l'antifona.
"Non capita spesso, in questa stagione..."
"Quanti figli ha avuto?"
"Lei è americano!"
"Non faccia come i due vecchi, mi risponda!"
"Come vuole lei, pensavo fosse una visita di cortesia..."
"Vuole rispondermi o sta prendendo tempo?"
"Le rispondo: nessuno."
"E Carne?"
"Bastardo!"
"Io?"
"No!"
"Carne?"
"Nemmeno, sto parlando di quel vecchio frocio!"
"Quale dei due?"
"Colui..."
"Il padre?"
"Macchè padre! Una gentildonna della alta società londinese, nubile, era andata a partorire una una villetta dello Yorkshire, lontano da sguardi indiscreti, e poi se ne era tornata a casa come se nulla fosse successo. Il bimbo era rimasto lì. Un bimbo solo a casa di due vecchi froci avrebbe dato nell'occhio così, un po' per denaro e un po' per pietà, accettai di divenirne a tutti gli effetti la madre..."
"E Carnet?"
"Quella è un'altra storia, molto più complicata, ma è ora che la verità venga a galla!"
Mentre Marlowe pregustava il successo due brutti ceffi si materializzarono davanti a lui e lo riempirono di botte.
"Di nuovo?" fu tutto quello che riuscì a pensare prima di svenire.
Poteva andare peggio
"Sono fuori allenamento... cinquant'anni fa avrei resistito di più... in ogni caso poteva andare peggio... senza volerlo i due vecchi mi hanno risposto. Uno dei due gemelli è figlio di uno dei due vecchi quindi tenderei a pensare che sia figlio unico..."
"E' un dubbio che abbiamo anche noi da parecchio tempo"
"Davvero avete questo dubbio? Non l'avete scritta voi la storia?"
"Sì, l'abbiamo scritta noi ma poi ci ha preso la mano..."
"Dilettanti... Raymond descriveva nei dettagli persino il disegno dei miei calzini!"
"E adesso cosa pensi di fare?"
"Vi ripeto che io ho bisogno di un copione..."
"E noi ti abbiamo detto che questo fa parte del passato! Se vuoi guadagnarti i tuoi 25 dollari devi arrangiarti!"
"40, abbiamo detto"
"40"
"Me ne vado a Parigi. Ho bisogno di un fondo spese."
"A Parigi?"
"Mater certa est, pater numquam."
"E' un dubbio che abbiamo anche noi da parecchio tempo"
"Davvero avete questo dubbio? Non l'avete scritta voi la storia?"
"Sì, l'abbiamo scritta noi ma poi ci ha preso la mano..."
"Dilettanti... Raymond descriveva nei dettagli persino il disegno dei miei calzini!"
"E adesso cosa pensi di fare?"
"Vi ripeto che io ho bisogno di un copione..."
"E noi ti abbiamo detto che questo fa parte del passato! Se vuoi guadagnarti i tuoi 25 dollari devi arrangiarti!"
"40, abbiamo detto"
"40"
"Me ne vado a Parigi. Ho bisogno di un fondo spese."
"A Parigi?"
"Mater certa est, pater numquam."
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